“Un mega debito da 30
milioni di euro?”. Dopo le recenti affermazioni del sindaco Gianni Stefàno che,
nel predisporre il Bilancio di previsione (posticipato a fine ottobre) ha
indicato tale cifra quale “indebitamento complessivo dell’Ente”, la città si
interroga sul suo futuro e sull’incombente rischio “dissesto”. Sarà pur vero che
il sindaco è ancora “in attesa di capire quanta parte di tale cifra abbia
copertura finanziaria ovvero rappresenti un debito fuori bilancio”, ma gli
interrogativi rimangono e si amplificano. «Chiedo che vengano dettagliatamente
spiegate quali sono le voci di debito, la loro natura ed il periodo nel quale
sono maturate. Tutto è possibile, ma se i Bilanci hanno ancora un senso,
qualcosa non quadra perché a me risulta che dal 2008, quando venne riconosciuto
il debito fuori bilancio per la Monteco, tra l’altro neppure pagato perché “non
esigibile”, né il Consiglio comunale né i commissari straordinari che si sono
succeduti abbiano mai fatto altri riconoscimenti del genere», afferma il
consigliere di opposizione Attilio De Marco. Dello stesso tenore il Pd che con
una nota a firma del coordinatore cittadino Francesco De Marco chiede gli stessi
ragguagli, “visto che gli atti amministrativi contabili approvati dalle gestioni
commissariali parlano di cifre lontanissime da quelle apparse sulla stampa”. “A
quanto ammontano, invece, le somme previste in entrata non introitate? Non è
pensabile – continua la nota – che chi di volta in volta governa la città si
lavi la coscienza scaricando su chi l’ha preceduto le difficoltà che incontra”.
Attilio De Marco, ex candidato sindaco per il centrosinistra, ribadisce, poi, la
richiesta rivolta a Stefàno di dare priorità, tra i vecchi creditori, “a quanti
attendono di essere pagati magari dal 2007 piuttosto che ad altri”. Il
riferimento è alla recente transazione tra il Comune (con il commissario Ocello)
e l’associazione onlus “Santa Cecilia – Anspi” presieduta da don Tommaso Sabato
che presentò un decreto ingiuntivo per vedersi riconoscere un contributo dal
Comune per 42mila euro per l’attività svolta dal 2008 al 2010. «Non entro nel
merito della transazione ma credo che, alla luce di tante opposizioni a decreti
ingiuntivi fatte in passato a soli scopi dilatori, questa volta il decreto non
opposto, e la transazione che ne è seguita, potrebbe essere rivisto sia negli
importi che nei termini anche nel rispetto di creditori e fornitori che
attendono soldi da anni», conclude De Marco. Alla luce della transazione in
questione, il Comune si impegnava a versare alla “Santa Cecilia” 15.892 euro
entro lo scorso giugno e 14mila euro sia a giugno 2013 che a giugno 2014.
giovedì 9 agosto 2012
martedì 10 aprile 2012
Il candidato sindaco Attilio De Marco presenta un progetto per trasformare i rifiuti in denaro sonante per i cittadini.
Il candidato sindaco Attilio De
Marco lancia un’azione concreta per l’ambiente Casaranese: aderire alla
proposta del consorzio Erlat, con cui vengono installati “Ecopunti” nei comuni che
aderiscono all’iniziativa, trasformando i rifiuti in una grande risorsa
economica. L’Ecopunto è un vero e proprio negozio in cui i cittadini possono
presentare alcuni rifiuti della raccolta differenziata effettuata in casa
(carta e cartone, imballaggi in plastica, alluminio e ferro) e ricevere una
somma corrispettiva in denaro.
“E’ scandaloso che la Provincia
di Lecce abbia rifiutato un simile progetto, attuato invece dalla Provincia
BAT. I responsabili del Consorzio Erlat mi hanno confidato di aver già tentato
di proporre il progetto all’assessore Stefano, ma senza successo. Forse ha poca
disponibilità e sensibilità in materia”
sostiene Attilio De Marco.
Oggi il cartone e la plastica da
imballaggio costituiscono solo un problema. Mentre se mettessimo in pratica questo
progetto, i vantaggi sarebbero molteplici: diminuirebbero i conferimenti in
discarica e, conseguentemente, anche i costi di smaltimento per il Comune con
innegabili vantaggi per la collettività e per l’ambiente.
_________________________
Ufficio Stampa
Attilio De Marco
domenica 1 aprile 2012
L’UDC DI PUGLIA APRE IL CANTIERE PER FUTURE ALLEANZE
Il 26 marzo 2012 il Comitato Regionale
Udc ha approvato il “Documento politico
programmatico” del partito di Puglia con cui di fatto si apre il cantiere per
la costruzione delle future alleanze, per la prossima legislatura regionale.
Di seguito riportiamo alcuni passaggi più
significativi del Documento:
“A Roma, come a
Bari siamo chiamati a traghettare il Partito al “dopo Monti” e al “dopo
Vendola”.
Occorre dire – chiaramente e da
subito – ai potenziali alleati che le primarie (soprattutto come oggi
organizzate) non interessano l’UdC né la più vasta area politica centrale, in
via di formazione.
Perché non possiamo accettare
candidature a “scatola chiusa”.
Interessano
all’UdC – in via prioritaria – i programmi, i tempi di attuazione, gli scenari
da costruire con la convinzione che il tempo del leaderismo è superato e che
una nuova stagione è alle porte. Fatta di una classe dirigente rinnovata capace
di interpretare le aspettative dei pugliesi.
lunedì 26 marzo 2012
Determinazione, responsabilità e coesione: le armi del candidato sindaco Attilio De Marco per ripartire
Attilio De Marco si
è presentato ufficialmente alla città di Casarano questa mattina, partendo da
un luogo simbolo della competizione elettorale cittadina: l’ex cinema Araldo di
Casarano, da oggi comitato della
coalizione di centro sinistra per le amministrative 2012
L’ampia partecipazione dei cittadini, giunti per ascoltare
ed accogliere la proposta politica del candidato sindaco, è stata l’autentica
dimostrazione dell’atmosfera di entusiasmo che si respira in città, grazie
anche ai meriti di un gruppo che condivide valori, programmi e obiettivi per il
rilancio e lo sviluppo di Casarano e un rinvigorimento dell’orgoglio dei concittadini.
Inizia proprio da qui il discorso di Attilio De Marco; con
un ringraziamento umile, affettuoso e sincero alle parti politiche e a quanti
hanno sposato il progetto e sintetizzato, nella sua figura, la candidatura a
sindaco della città. “Ringrazio PD, API, IDV, UDC per essersi impegnati –
afferma De Marco - affinché si potessero creare le condizioni per mettermi a
servizio dei cittadini e ripartire dalla nobile storia di questa città e
dall’orgoglio dei casaranesi”. Ripartiamo, infatti, è, allo stesso tempo, slogan della campagna elettorale, ferma volontà e impegno dell’intera coalizione. “È necessario ripartire da uffici e
servizi a dimensione di cittadino, da forme di associazionismo dinamico; è
necessario riprendere e rinnovare il dialogo con commercianti e imprenditori, dare
equilibrio ai conti pubblici con il recupero dei crediti e l’ottimizzazione
degli investimenti, realizzare un piano del traffico efficiente, ripartire dal
decoro urbano e, soprattutto, è obbligatorio ripartire da un congruo sostegno
alle fasce deboli e a coloro i quali hanno purtroppo accusato i duri colpi di
una crisi, sottovalutata dalle linee guida del governo berlusconiano – affonda
De Marco – troppo asservito ai capricci della Lega”.
Un invito a ridare fiducia negli amministratori, a dare,
ognuno per le proprie forze, energia e supporto ad una squadra preparata,
concreta e determinata. “Non ho la presunzione di potercela fare da solo –
conclude De Marco – ma mi sento di poter contare su tutti voi e sul vostro
impegno.”
Non è tardata ad arrivare, durante la presentazione, la
dichiarazione di disponibilità a supportare, in maniera diretta e mirata,
candidato e coalizione da parte dei vertici dei partiti, per voce degli ospiti
intervenuti. Angelo Sanza,
segretario regionale UDC, ha elogiato più volte la coesione e la compattezza
del gruppo, definendosi entusiasta nell’immaginare l’attuazione di un progetto
condiviso, con una coalizione mai così tanto allargata e con il sostegno del
PD. Anche Sergio Blasi, segretario
regionale PD ha ostentato piena soddisfazione per il programma che ha il dovere
di riprendere quando di buono fatto nelle gestioni amministrative, degli scorsi
anni, e ridare lustro a Casarano, città alla quale il PD tiene in modo
particolare. Francesco D’Agata, segretario provinciale IDV, con tono fresco e
giovane, ha portato il saluto all’amico Attilio, confidandogli pubblicamente
che, anche se sul piano nazionale IDV non è allineata alla coalizione, già da
tempo lo aveva designato quale aspirante alla carica di sindaco della Città di
Casarano. Breve intervento ed un grosso in bocca al lupo da parte del
presidente regionale dell’UDC, Salvatore
Ruggeri.
Un atto di
riconoscenza particolare si rende al movimento API, che grazie all’impegno diretto e costante di Valerio Parrotto, è riuscito ad
organizzare e comporre una lista solida ed autorevole per la sua prima a
Casarano. Lo stesso Parrotto si impegnerà, nei prossimi giorni,
nell’organizzazione di un confronto pubblico su temi di attualità con il leader
nazionale Bruno Tabacci.
Le note de “I soliti” di Vasco Rossi, brano volutamente scelto
per sconfessare ed esorcizzare l’accusa degli avversari, i lunghi applausi ed
un clima disteso e sereno hanno accompagnato l’evento alla conclusione.
__________________________
Ufficio Stampa
Attilio De Marco
sabato 17 marzo 2012
Entusiasmo e conferme importanti: ecco i numeri della coalizione di Attilio De Marco
La macchina organizzativa della coalizione di centro
sinistra, entrata a pieno regime, ha iniziato a registrare conferme importanti
e un grande movimento intorno alla candidatura di Attilio De Marco.
La prima novità è, senza dubbio, la tanto attesa nascita
della lista civica del Sindaco “Con Attilio De Marco”, la cui organizzazione è
in seno all’ex assessore di area PD, Loredana Torsello. Nella lista del Sindaco
sembrerebbero trovare posto diversi nomi appartenenti alla società civile: tra
i quali Ennio Rizzello, Roberto Migliorini, Mariangela Simone e il giovane Mimmo Bellisario, che rientrerà da Roma
per dare il suo contributo nell’interesse della comunità cittadina.
Sul fronte partitico, il PD casaranese, che vede impegnato il
consigliere provinciale Gabriele Caputo,
punta ad un corposo rinnovamento della lista, rispecchiando quanto sta
avvenendo all’interno del partito.
Si è dimostrato efficace il lavoro condotto da UDC che ha inflitto
un duro colpo al centrodestra, siglando l’intesa con Luigi Bartolomeo, due volte consigliere comunale per il PDL; da
Alleanza per l’Italia tra le cui fila è impegnato Valerio Parrotto, facente capo al movimento di Bruno Tabacci e da Italia
dei Valori che potrà contare sulla candidatura di Natalia Compagnoni, già segretaria dei Verdi.
Piergiorgio Caggiula,
ben felice di questo ulteriore rafforzamento del suo movimento, ha dichiarato “Al
di là dei nomi di spessore che non possono che far sempre piacere, stiamo
iniziando ad avere un ottimo riscontro tra le strade del paese e sono
tantissimi gli amici ed i simpatizzanti che danno dimostrazione di voler
fornire il loro prezioso contributo. L’entusiasmo che spira in questi primi
giorni, ci carica di coraggio e forza e ci fa sperare in un buon esito delle
amministrative”.
__________________________
Ufficio Stampa
Attilio De Marco
martedì 7 febbraio 2012
lettera aperta ad ATTILIO DE MARCO
Nell’ultimo periodo vi sento ammorbati
da persone che
venerdì 27 gennaio 2012
domenica 22 gennaio 2012
NO ALLE TRIVELLAZIONI
di Totò Negro [presidente Gruppo Udc - Regione Puglia]
Le coste della Puglia non si toccano. Questa mattina da Monopoli è venuto un messaggio chiaro su quella che è la volontà dei pugliesi: istituzioni, politica, mondo delle associazioni e migliaia di semplici cittadini si sono mossi in maniera compatta per esprimere il proprio dissenso contro chi vuole distruggere il nostro mare per qualche barile di petrolio. I progetti delle compagnie petrolifere, che sembra abbiano puntato l’attenzione anche su Otranto, sono in contrasto con quelli di valorizzazione e di sviluppo della nostra regione, una delle mete turistiche più belle e ambite del Paese. La presenza di piattaforme petrolifere a due passi dalle coste di Puglia, rappresenta un danno al paesaggio e una minaccia per l’ambiente che ne potrebbe risultare irrimediabilmente compromesso come è avvenuto in altre parti del mondo. Siamo convinti che il Governo Monti non ignorerà la voce dei pugliesi e dimostrerà l’attenzione che ha per questo territorio. Allo stesso tempo, invitiamo i parlamentari della nostra regione a vigilare e ad adoperarsi con ogni mezzo per contrastare qualsiasi ipotesi di trivellazione delle nostre coste, patrimonio naturalistico di inestimabile valore.
venerdì 20 gennaio 2012
Comunicato stampa del 20/01/2012
“No al mega parco eolico”
Sentiamo il dovere di intervenire e dire la nostra su quanto sta succedendo al nostro territorio, relativamente all’istallazione di 18 torri alte 120 metri e dislocate su un'area di circa 400 ettari, tra Taurisano ed Ugento.
L’Unione di Centro ha sempre dimostrato, anche nel recente passato nell’azione amministrativa di Casarano, la sua sensibilità verso la salvaguardia del territorio , pur non essendo contraria alla green economy.
Tuttavia, ciò che noi contestiamo da sempre sono i metodi e, nel caso di specie, anche la sostanza, poiché per un opera così imponente che devasterebbe la flora e la fauna di 400 ettari di ulivi secolari, occorre senza dubbio che vi sia una decisone partecipata da Enti, Comuni e cittadini.
In pratica ciò che non è stato fatto.
Siamo preoccupati per questo clima da far west che si respira, , contrari verso chi ha sempre cercato di speculare per favorire gli interessi di pochi senza che vi sia una vera ricaduta positiva sul territorio.
La nostra Regione, come tutti sanno, è al primo posto per quanto concerne la produzione di energia eolica: Abbiamo già “dato” il nostro “contributo”. Oggi la Puglia produce più energia di quanta ne consuma, quindi ci riesce difficile capire le ragioni di questo accanimento nei confronti di un territorio, il Salento, che dovrebbe concentrare le proprie forze nelle dinamiche del mercato turistico, nella salvaguardia e nella valorizzazione della nostra cultura e del nostro Barocco, dove siamo convinti che molto si possa fare anche in termini di ricaduta occupazionale.
Per questo crediamo fermamente che la difesa delle nostre terre e della nostra storia è una lotta da affrontare indipendentemente dall’appartenenza politica, scevra da facili strumentalizzazioni e opportunismi , dando la disponibilità a partecipare a qualsiasi tavolo che si presenterà per ribadire il nostro “NO” al mega parco eolico, il nostro “NO” alla devastazione del Salento.
Pino Montedoro
Vice segretario UDC Casarano
Delegato provinciale UDC
Sentiamo il dovere di intervenire e dire la nostra su quanto sta succedendo al nostro territorio, relativamente all’istallazione di 18 torri alte 120 metri e dislocate su un'area di circa 400 ettari, tra Taurisano ed Ugento.
L’Unione di Centro ha sempre dimostrato, anche nel recente passato nell’azione amministrativa di Casarano, la sua sensibilità verso la salvaguardia del territorio , pur non essendo contraria alla green economy.
Tuttavia, ciò che noi contestiamo da sempre sono i metodi e, nel caso di specie, anche la sostanza, poiché per un opera così imponente che devasterebbe la flora e la fauna di 400 ettari di ulivi secolari, occorre senza dubbio che vi sia una decisone partecipata da Enti, Comuni e cittadini.
In pratica ciò che non è stato fatto.
Siamo preoccupati per questo clima da far west che si respira, , contrari verso chi ha sempre cercato di speculare per favorire gli interessi di pochi senza che vi sia una vera ricaduta positiva sul territorio.
La nostra Regione, come tutti sanno, è al primo posto per quanto concerne la produzione di energia eolica: Abbiamo già “dato” il nostro “contributo”. Oggi la Puglia produce più energia di quanta ne consuma, quindi ci riesce difficile capire le ragioni di questo accanimento nei confronti di un territorio, il Salento, che dovrebbe concentrare le proprie forze nelle dinamiche del mercato turistico, nella salvaguardia e nella valorizzazione della nostra cultura e del nostro Barocco, dove siamo convinti che molto si possa fare anche in termini di ricaduta occupazionale.
Per questo crediamo fermamente che la difesa delle nostre terre e della nostra storia è una lotta da affrontare indipendentemente dall’appartenenza politica, scevra da facili strumentalizzazioni e opportunismi , dando la disponibilità a partecipare a qualsiasi tavolo che si presenterà per ribadire il nostro “NO” al mega parco eolico, il nostro “NO” alla devastazione del Salento.
Pino Montedoro
Vice segretario UDC Casarano
Delegato provinciale UDC
giovedì 29 dicembre 2011
Comunicato Stampa del 29/12/11
Apprendiamo con stupore dagli organi di stampa
dell'avvenuta presentazione a Casarano della candidatura della sig.ra Fersino
quale espressione del terzo polo. Premesso che una candidatura di un esponente del “terzo
polo” è in campo da tempo; in ogni caso
non crediamo che la sig.ra Fersino possa essere considerata, per i suoi
trascorsi politici, un esponente del centro cattolico e moderato che, con l'
avv. Attilio De Marco, si candida alla guida di Casarano. Pertanto la candidatura della sig.ra Fersino deve
essere considerata espressione del solo FLI e del suo coordinatore provinciale
che certo non può essere considerato portavoce del terzo polo.
Alberto Chiriacò – segretario UDC Casarano
Patrizia De Nuzzo – coordinatrice API Casarano
mercoledì 28 dicembre 2011
giovedì 22 dicembre 2011
domenica 11 dicembre 2011
Una proposta alternativa (ma senza la fiducia)
La tassa sui depositi sui titoli è una vera e propria
imposta patrimoniale regressiva che colpisce e penalizza in particolare i
piccoli risparmiatori. Noi non siamo il partito del No, ci rendiamo conto della
situazione economica e facciamo dunque una proposta alternativa: se proprio
bisogna introdurla, lo si faccia in misura proporzionale al valore dei titoli
del portafoglio escludendo dal calcolo i Bot e i Cct e introducendo una soglia
di esenzione per i piccoli risparmiatori. Siamo anche preoccupati per quei due
milioni di risparmiatori italiani che hanno investito piccoli importi in azioni
delle grandi aziende pubbliche iniziando da Eni ed Enel e che al momento della
vendita realizzeranno la perdita. Non è comunque con queste azioni che si
rilancia lo sviluppo e temiamo che non si tengano neanche i conti in ordine,
infatti la previsione di incasso di otto miliardi da questa imposta, ci sembra
molto sovrastimata in quanto è evidente che a questo punto i risparmiatori
cercheranno strumenti di investimento alternativi. Speriamo che in Parlamento
sulla manovra finanziaria possa davvero realizzarsi quel confronto aperto e
positivo auspicato anche ieri dal Presidente della Repubblica, è necessario
introdurre elementi di crescita e sviluppo e non si può farlo se non
raggiungendo elementi di forte condivisione fra le forze politiche. Questa è
una manovra che incide pesantemente sui destini del paese e sarebbe poco
responsabile blindarla a colpi di fiducia.
Pierferdinando Casini (7/12/2011)
martedì 6 dicembre 2011
«Non ci sono alternative»
Per
avere giustizia del suo lavoro Mario Monti deve guardare
all'estero. «Scarsa equità». «Debole spinta allo sviluppo».
«Assenza di interventi strutturale contro la spesa».A spazzare via
le critiche ingiuste lanciate dai sindacati che hanno proclamato
ore di sciopero per lunedì prossimo, e già ripetute a mezza bocca
da una politica storicamente in deficit di coraggio e prospettiva,
ci pensano l'Ocse e i mercati (spread tra Btp e Bund a 380 e Borse
in netto positivo). Il segretario generale Angel Guerria, uno che
conosce bene i pregi e i difetti del Belpaese, ha infatti spiegato
che la manovra da 30 miliardi dell'ex rettore della Bocconi «va
nella giusta direzione: centra l'obiettivo della sostenibilità
fiscale e nel contempo stimola la crescita e l'equità».
Il timore di ripercussioni sulla coesione sociale ha
spinto la stessa Conferenza episcopale italiana a prendere
posizione. Secondo monsignor Giancarlo Bregantini, responsabile
della Commissione Cei per i Problemi sociali e il Lavoro infatti la
manovra era necessaria, ma «poteva essere più equa, si è fatto
ancora poco. Si sono fatti passi ma potevano essere ancora più
equanimi, si poteva fare di più sui redditi alti». Ma Mario Monti,
illustrando la manovra prima alla Camera e poi al Senato ha detto
chiaro: «Rigore, crescita ed equità sono i tre pilastri su cui
intendiamo far leva e che hanno ispirato i provvedimenti. Ne siamo
sicuri l'Italia non fallirà. Se approverete questo pacchetto io
potrò rappresentare in Europa con più vigore e credibilità le
posizioni che riteniamo migliori per procedere a uno sviluppo
armonico dell'Unione europea. L'Italia può dare un contributo
decisivo per superare anche la crisi europea, che rischia di
diventare sistemica. Al di fuori dell'euro ci sono la povertà e la
stagnazione, l'isolamento e assenza di futuro per il Paese e le
giovani generazioni».
Il premier ha spiegato che viviamo un momento storico
in cui bisogna dimostrare «la grandezza di una nazione che
attraversa un momento critico. Con il pacchetto di misure della
manovra sono gettati i semi di un'azione che mira a disegnare
l'Italia dei nostri figli, un'Italia seria, europea, saldamente
ancorata ai valori del lavoro e del risparmio, ma capace di
finalmente di esprimere crescita duratura. Non fare questi
sacrifici significa farne di ben più gravi tra poche settimane e
pochi giorni, mettendo a rischio la ricchezza accumulata. Lo sforzo
che chiediamo al Paese non è solo grande, ma urgentissimo. Ma
questo sforzo non sarà sufficiente se ciascun cittadino non
contribuirà personalmente». Sul tema caldo delle pensioni ha
sottolineato: «Grazie ai proventi dello scudo fiscale è possibile
l'adeguamento delle pensioni pari due volte il minimo, cioè
pensioni di circa 1000 euro al mese». Sottolineando, con un pizzico
di orgoglio la reazione dei mercati finanziari il premier ha detto:
«C'è una grande attenzione positiva per quanto abbiamo deciso ». E
sottolineando che ci troviamo di fronte non solo a«una crisi di
finanza pubblica ma anche una crisi di riforme mancate». Per Monti
la lotta all'evasione fiscale è «una priorità, escludiamo la
possibilità di condoni, che garantiscono gettito immediato, ma non
funzionano sul lungo periodo.Vogliamo una fiscalità non punitiva,
per le piccole imprese e le imprese individuali». Ma questa manovra
ha detto ancora Monti non contiene solo «risposte all'emergenza, ma
anche l'avvio di riforme strutturali. La riduzione del nostro
debito pubblico è un'esigenza fondamentale e ogni deviazione
farebbe sprofondare il Paese in un abisso. L'esempio della Grecia è
vicino». Il premier ha annunciato la riunione di oggi del Cipe che
«ha l'obiettivo di mobilitare 5,2 miliardi per sbloccare
interventi», dalla Tav, al Mose e una serie di interventi su tutto
il territorio nazionale, diversi nel Mezzogiorno. E ha aggiunto:
«L'Italia risanerà la propria economia quando riuscirà a spingere
verso l'emersione vaste aree di economia sommersa, evasione ed
elusione: a tal fine il decreto prevede un'azione sistematica di
lungo periodo che parte da un'azione generale di uso di moneta
elettronica e fatturazione elettronica»
Su famiglia e giovani il presidente del Consiglio ha
chiarito che il governo vuole «creare le basi per ulteriori azioni
a sostegno famiglia. Forse non vedrete un capitolo intitolato ai
giovani ma certamente state cogliendo i diversi punti delle nostre
politiche in cui ci preoccupiamo dei giovani». Monti si è detto
convinto del «superamento delle province». Uno degli argomenti sui
quali la Lega ha attaccato il governo. Il Carroccio è stato l'unico
partito che non ha applaudito al termine dell'intervento del
presidente del Consiglio. Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl,
ha sottolineato come «su temi come le infrastrutture e le imprese
questa manovra fa registrare una continuità con le linee tracciate
dal governo Berlusconi, e quindi c'è possibilità di una
collaborazione proficua». Cicchitto ha, però, aggiunto: «Noi non
avremmo rimesso l'Ici sulla prima casa che abbiamo tolto» e
sull'Europa: «Abbiamo una moneta unica senza alla spalle una
politica e un governo omogeneo». E su questo argomento anche il
capogruppo del Pd, Dario Franceschini ha invitato il premier a «far
di nuovo sentire il peso dell'Italia in Europa».
E mentre Antonio Di Pietro chiede «una profonda
rivisitazione in aula del provvedimento per scrivere i capitoli di
entrata e di uscita», Pier Ferdinando Casini ha detto chiaramente
di ritenere «importante il sostegno a questa manovra, che è
inevitabile e che abbiamo sollecitato per molti versi in questi
anni». A Monti arriva il consiglio di Silvio Berlusconi: ««Devono
porre la fiducia altrimenti non credo che ci sia la possibilità di
approvare la manovra». Suggerimento sul quale concorda Casini: «Una
volta tanto sono d'accordo con Berlusconi: è presumibile che su
questa manovra si metterà la fiducia».
Franco Insardà (Cronache Liberal)
lunedì 5 dicembre 2011
venerdì 2 dicembre 2011
Un Disegno Comune
martedì 22 novembre 2011
lunedì 21 novembre 2011
I° CONGRESSO CITTADINO PER L'UDC
Davanti ad una sala riunioni
gremita di iscritti e simpatizzanti del Partito , si è svolto ieri (dom. 20
novembre 2011) il 1° Congresso cittadino dell’Unione dei democratici cristiani
e di Centro di Casarano. L’assemblea, presieduta dal segretario provinciale On.le
Salvatore Ruggeri si è caratterizzata per la presenza delle più alte cariche
provinciali del Partito, tra tutte, la preziosa presenza del citato segretario
provinciale che ha tenuto a battesimo la nuova sede di Piazza San Giovanni
Elemosiniere. Hanno portato il saluto agli amici di Casarano, intervenendo al
congresso, il Sindaco di Scorrano e Consigliere provinciale dell’UDC, Mario Pendinelli,
il Senatore Francesco Chirilli, il capogruppo del partito alla provincia
Giovanni Guidi, accompagnato dall’altro consigliere provinciale Sandro Quintana. Significativo l’ intervento
del giornalista Tonio Tondo che ha rimarcato,la necessità di ritornare ad un
politica, oggi “commissariata”, che sia al servizio dei cittadini e per i
cittadini. Da sottolineare il saluto del
neo presidente del circolo cittadino dell’Unione di centro, dott. Mario De
Donatis, che con la sua presenza ha voluto testimoniare la vicinanza alla comunità
di Casarano città alla quale è particolarmente legato . In platea, da segnalare
la gradita presenza di esponenti di partito, che con la loro partecipazione
hanno voluto onorare la mattinata. Tra questi, Claudio Casciaro, in
rappresentanza del CDC, il coordinatore del PD Francesco De Marco, la coordinatrice
dell’API,Patrizia De Nuzzo; Piergiorgio
Caggiula, segretario cittadino dell’IDV. L’UDC alla fine dell’assemblea ha
provveduto alla nomina, per acclamazione, dei nuovi dirigenti del partito di Casarano
Presidente: Mario De Donatis
Segretario: Alberto Chiriacò
Vice segretario: Pino Montedoro
Coordinatrice delle donne: Stefania Negro
Coordinatore dei giovani: Francesco Pisanello
A breve si procederà alla nomina di coloro che comporranno
il direttivo dell’Unione di Centro di Casarano. (nella foto: Attilio De Marco)
sabato 12 novembre 2011
CONGRESSO CITTADINO
In
preparazione del Congresso Provinciale, L’UDC di Casarano ha fissato, per
domenica 20 novembre p.v., l’Assemblea dei propri iscritti per il rinnovo delle
cariche di Partito, al livello cittadino.
E’ un evento
significativo che affronterà due tematiche di fondo.
La prima
riguarderà la vita stessa del Partito che – in adesione ai processi di
cambiamento avviati – dovrà superare i “recinti del tesseramento”, per
ricercare la “nuova dimensione” frutto delle dinamiche della realtà che Casarano
esprime, anche quale città di riferimento dell’Area Vasta “Salento 2020”.
Tanto porterà
ad interagire con la ricca rete dell’associazionismo, espressione territoriale
delle realtà socio-economiche e del volontariato locale.
Casarano può
rappresentare la sede ideale di un laboratorio politico legato alla svolta di
Todi. Un laboratorio che, nel coltivare l’ambizione di interpretare le istanze
della cultura cristiana e liberale, anteponga alla ricerca delle alleanze e dei
candidati il coinvolgimento della società civile, per recuperare il metodo
della programmazione.
La seconda
tematica, non disgiunta dalla prima, è rivolta ad approfondire le criticità
della città per stabilire tra UDC locale ed i casaranesi un patto sulle cose da
fare e sul percorso per pervenire più che alla candidatura più idonea, alla
definizione di una vera e propria squadra di Governo.
A tal fine –
dopo lo svolgimento del Congresso Cittadino – dovranno essere attivati una
serie di tavoli per avviare un “nuovo inizio”. Per far si che la programmazione
sia vera e autentica. E tanto richiede, da un lato, la “certificazione” delle
risorse finanziarie realmente disponibili nel Bilancio di Casarano e di quelle
attivabili dai canali nazionali ed europei. Un lavoro, questo, imprescindibile
per individuare le priorità e per attivare le relative politiche da porre in
essere, che non possono prescindere dalle necessità primarie della comunità,
partendo dagli ultimi, dagli emarginati.
Casarano, 12 novembre 2011 Il Commissario
Alberto Chiriacò
mercoledì 13 aprile 2011
FACCIAMO CHIAREZZA!
L’UDC di Casarano in data 28.03.11 con i voti di 12 componenti del direttivo su 15, ha espresso in maniera definitiva la volontà di prendere le distanze dall’operato dell’amministrazione De Masi.
Una così forte decisione è giunta a seguito di un lungo periodo in cui il partito non è stato rappresentato all’interno dell’esecutivo cittadino per le note e più volte puntualizzate decisioni che hanno portato Attilio De Marco a rimettere la delega alle politiche energetiche il 22.11.10 e successivamente, al momento del varo della nuova giunta, a rifiutare ogni delega più volte offerta dal Sindaco De Masi. I motivi che hanno portato l’assessore De Marco alla rottura con il Sindaco, su un tema importante come la centrale a biomasse - argomento non presente nel programma sottoscritto dalle forze politiche della coalizione e tuttavia perseguito con la caparbietà propria di chi persegue un obiettivo di interesse pubblico - risiedono, come noto, nella totale assenza di ogni forma di democrazia.
Ciò nonostante, è stato esperito invano ogni tentativo per portare il sindaco a mettere da parte il progetto, non per contrarietà all’imprenditore, ma per la convinzione che al progetto era ed è contraria la stragrande maggioranza dei cittadini casaranesi.
Infatti non è stato consentito di porre in essere ciò che credevamo giusto: rendere terza la giunta e lasciare che una comunità attenta e sensibile, come quella di Casarano si autodeterminasse, accompagnando questo processo con una adeguata informazione di tutte le parti interessate, quelle a favore e quelle contrarie. Con fatica si giunse alla richiesta di convocazione del consiglio comunale del 16.12.10, al fine di portare a dibattere, nell’assise cittadina, il tema più scottante e lacerante per la cittadinanza, coinvolgendo nella sede istituzionale le forze politiche nella legittima forma di democrazia indiretta.
La città, infatti, non veniva più coinvolta direttamente sul “tema biomasse” ed attraverso una riunione carbonara, finalizzata a far presentare in Conferenza dei servizi convocata per il 18.12.10, un “parere” favorevole all’impianto, si tentò di ottenere dai consiglieri di maggioranza la sottoscrizione di un documento espressione di una distorta rappresentazione di volontà dei cittadini.
Spesso la mancanza di trasparenza è stata motivo di disagio per più di un componente dell’esecutivo e per il nostro assessore, considerato non in linea al progetto Heliantos 2, la trasparenza è mancata del tutto con riferimento all’atto di convocazione della conferenza dei servizi del 18/12/2010.
Era questo il metodo da seguire secondo la logica del Sindaco.
Il Consiglio Comunale convocato per il 16.12.2010 doveva andare deserto.
Ancora una volta si esplicitava il metodo Demasiano cioè quello di intralciare con discutibili azioni ogni dialettica democratica che potesse portare a posizione diverse o alternative rispetto a quelle aspettate dal Sindaco.
Si è inteso relegare i Partiti a ruolo di semplici contenitori vuoti attraverso una costante, assidua e penetrante azione da esercitare sui singoli consiglieri, i soli a dover essere chiamati ad “alzare la mano “ in consiglio.
In questo momento delicato è necessario rimanere ancorati alla verità, alla storia di un anno e mezzo di amministrazione senza mistificarne in alcun modo i momenti più significativi, nel bene o nel male; a questo proposito sentiamo il dovere di invitare tutti gli attori di questa triste pagina della politica casaranese a tenere un comportamento corretto, a non arrogarsi il merito delle cose fatte da altri, a rispettare i concetti troppo alti come quello di libertà che, alla luce di quanto detto, non può essere fatto proprio da chi, amministrando la cosa pubblica fino all’ultimo momento, non ha voluto riconoscere né la libertà delle forze politiche né quella di autodeterminazione degli amministratori e di taluni altri rappresentanti del popolo.
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